Alla luce degli ultimi risvolti normativi il contratto di scambio sul posto fotovoltaicodal 2015 è attuabile non più per gli impianti fino ai 200 kw, ma per tutti gli impianti fotovoltaici fino a 500 kw che entrano in funzione dal primo gennaio 2015.
Non solo: le detrazioni fiscali del 50% per chi installa il fotovoltaico domestico (sotto ai 20 kw) sono prorogate a tutto il 2015.



Chiariamo subito tre concetti:


1) lo scambio sul posto, anche se è stato “semplificato” rispetto alle origini, prevede un contributo (“contributo in conto scambio”) che viene calcolato in maniera abbastanza complessa sulla base di diversi parametri, che variano nel tempo come variano i prezzi dell’energia sul mercato elettrico. Per questo motivo è difficile quantificare esattamente a priori l’entità del contributo. Questo infatti varia da caso a caso e dipende, oltre che dai prezzi correnti di mercato,  dalle quantità effettive di energia immessa e prelevata nella rete.


2) lo scambio sul posto non è un “incentivo”. Gli incentivi sono terminati a luglio 2013. Lo scambio sul posto continua ed è tranquillamente cumulabile con le detrazioni fiscali. Cioè oggi, per gli impianti domestici, è possibile installare usufruendo contemporaneamente dello scambio sul posto e delle detrazioni fiscali. Le due forme di “agevolazione”, con i prezzi di oggi delle installazioni, sono tranquillamente equiparabili agli incentivi.
Di fatto agli incentivi si sono sostituiti i benefici delle detrazioni fiscali (per gli impianti al servizio delle abitazioni), prorogate al 50% a tutto il 2015.

3) lo scambio sul posto non sconta le bollette. Le bollette, emesse dal proprio operatore, vengono pagate normalmente per tutta l’energia prelevata dalla rete (e, ovviamente, solo per questa). Il contributo del Gse interviene “a posteriori” rimborsando parte delle bollette pagate al proprio operatore di vendita. Per chi ha un impianto fotovoltaico in scambio sul posto, dunque, i referenti sono due:
- il proprio operatore elettrico (es. Enel Energia, Acea, A2a, ecc…) per le bollette e per i contatori,
- il Gse (il Gestore dei Servizi Energetici) per il contratto di scambio

Periodicamente il proprio operatore di vendita comunica le letture (kwh di energia immessa e prelevata) al Gse che effettua i calcoli per l’emissione dei contributi che vengono erogati con acconti semestrali e conguagli annuali.

Perchè lo Scambio sul Posto ?

Il sistema dello scambio sul posto , regolato dal Gse (Gestore dei Servizi Energetici), è un meccanismo per valorizzare ulteriormente l’ energia prodotta dal tuo impianto. Ulteriormente perchè, ricordiamolo, la prima e più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta è l’ autoconsumo immediato, istantaneo. La quota di energia autoconsumata non passa dal contatore bidirezionale (vedi figura), ma solo dal contatore di produzione, per passare direttamente al servizio della tua utenza. Questo passaggio “diretto” bypassa l’utilizzo della rete elettrica del gestore, evita quindi le spese ad esso connesse e le spese di prelevamento associate alla bolletta elettrica.
Perchè quindi lo scambio sul posto?
Per valorizzare attraverso i propri consumi abituali anche tutta l’energia non istantaneamente autoconsumata.
L’energia non immediatamente autoconsumata viene immessa in rete. Questo meccanismo permette la compensazione economica tra il valore dell’energia immessa in rete e ri-prelevata dalla rete per i propri consumi. L’energia immessa nella rete elettrica è tutta quella non immediatamente autoconsumata.
 
 
Quando l’impianto fotovoltaico produce, l’energia prodotta ha due possibili “vie”:

- o viene direttamente auto-consumata nel momento stesso della produzione,
- oppure viene immessa in rete e conteggiata dal contatore di scambio.

Se l’impianto fotovoltaico è dotato di un sistema di accumulo, allora l’energia ha una “terza via” che è l’accumulo in batterie.

Quando l’impianto fotovoltaico non produce, l’energia necessaria viene prelevata dalla rete elettrica. Questa energia viene pagata normalmente attraverso le usuali bollette elettriche. Ogni utente avrà quindi le tariffe previste dal proprio operatore elettrico. Se l’impianto fotovoltaico è dotato di un sistema di stoccaggio, l’utente preleva in maniera prioritaria dalle batterie. Quando queste sono scariche, preleverà dalla rete pagando in bolletta l’energia prelevata.

Dunque abbiamo:
- da un lato l’energia immessa,
- dall’altro lato l’energia prelevata.

Questi due soli dati sono già sufficienti a calcolare il contributo dello scambio sul posto.
Il contributo dello scambio sul posto è un “rimborso” fittizio (un “contributo”, appunto) che ripaga l’utente per l’energia che ha immesso in rete. La forma della remunerazione non è la sola “vendita” dell’energia, ma è la vendita dell’energia più il rimborso di parte dei servizi di rete: distribuzione, dispacciamento, misura, ed alcuni oneri generali di sistema. Ovviamente non vengono rimborsate le imposte. Questo è il contributo in conto scambio. Oltre a questo c’è l’eventuale pagamento delle eccedenze. Queste si hanno se, alla fine dell’anno solare,  il totale dell’energia immessa è maggiore del totale dell’energia prelevata. Se, a seguito del conguaglio di fine anno, risultano delle eccedenze, queste vengono pagate e trattate ai fini fiscali come se fossero una vendita di energia. Il prezzo di vendita è il prezzo di mercato medio dell’anno precedente

Lo scambio sul posto in formula
Operativamente parlando il contributo dello scambio sul posto, ed il calcolo della liquidazione delle eventuali eccedenze, si traducono in numeri, formule e conteggi. Le formule si possono trovare nelle regole “tecniche” sul funzionamento dello SSP.
Vediamo la formula per il calcolo dello scambio sul posto.
Il CS è il contributo dello scambio sul posto.
La formula di calcolo del Contributo in conto scambio, per impianti sotto i 20 Kw, è:
Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf  x  Es
Dove:
- Oe = Onere energia, cioè il prezzo dell’energia elettrica prelevata dalla rete e pagato dall’utente. Il prezzo dell’energia è espresso in euro ed è il prodotto tra i Kwh prelevati ed il prezzo unico nazionale (PUN) (questo è un elemento di novità delle semplificazioni attuate da inizio 2013). Il prezzo unico nazionale è variabile in base ai prezzi di mercato ed è una media nazionale dei prezzi rilevati ogni mese in ogni regione.
Quindi: Oe = Kwh x PUN.
- Cei = Controvalore dell’energia immessa, cioè il prezzo, o meglio il valore economico, dell’energia immessa in rete. Questo è il prodotto tra Kwh immessi ed il prezzo zonale dell’energia sul “mercato del giorno prima”. Ogni giorno infatti, in tempo reale, come una vera e propria borsa, i prezzi di acquisto e vendita dell’energia fluttuano in base alle dinamiche del mercato.
Quindi: Cei = Kwh x prezzo energia sul mercato del giorno prima.
- CUsf = Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario, cioè un valore espresso in centesimi di euro calcolato forfettariamente dal gse in base a vari parametri. Nel dettaglio questo valore contiene le tariffe di: trasmissione, distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri normalmente addebitati in bolletta (componenti A, UC, UC3 e UC6) vigenti nel mese in corso (non viene rimborsata la componente MCT).
Quindi: CUsf = c€/kwh
- Es = Energia Scambiata, cioè i Kwh che ho prima immesso e poi ri-prelevato per i miei consumi. Tecnicamente è pari al minimo tra kwh immessi e kwh prelevati in totale durante l’anno.
- Quindi: Es = Kwh scambiati con la rete.
 
Questo è il contributo per compensare l’energia scambiata.
Oltre a questo: se a fine anno il totale dell’energia immessa è superiore al totale dell’energia prelevata, allora si hanno delle eccedenze, cioè: surplus di energia immessa nella rete enel rispetto a quella prelevata per i propri consumi.
Il corrispettivo per le eccedenze immesse è aggiuntivo rispetto al Cs (Contributo in conto scambio) di cui sopra.
Questi kwh di eccedenza vengono remunerati al prezzo di mercato dell’energia e sono sottoposti a tassazione perchè fiscalmente sono equiparabili ad una vendita. Nonostante venga considerata come una “vendita” di energia dell’utente al Gse, la liquidazione dell’eccedenza non richiede partita iva, ma la sola dichiarazione fiscale come “reddito occasionale” che si somma agli altri redditi della persona fisica.
Tornando alla formula: se Cei è maggiore di Oe, la differenza tra i due è l’eccedenza.
L’eccedenza, se la si vuole riscuotere, è equiparabile a una “vendita”, ma in alternativa è possibile metterla “a credito” per il contributo dell’anno successivo.


Lo scambio sul posto in numeri
Passiamo ai numeri. Un esempio indicativo chiarirà molti dubbi. Sottolineiamo: indicativo.
Ipotizziamo un impianto fotovoltaico da 10 Kw. Con questo profilo di produzione/consumo su base annuale:
- energia prodotta: 12.000 kwh
- energia autoconsumata istantaneamente 4.000 kwh
- energia immessa in rete: 8.000 kwh
- energia prelevata dalla rete: 3.000 kwh
 
Contributo scambio sul posto
Formula: Cs = min [Oe;Cei] + CUsf x Es
Ipotizziamo il Prezzo Unico Nazionale dell’energia a 0,08 €/kwh ed il prezzo dell’energia sul mercato del giorno prima a 0,07 €/kwh. Ipotizziamo anche il corrispettivo unitario forfettario relativo ai servizi (distribuz, dispacciamento, trasporto, misura e alcuni oneri di sistema) a0,06 €/Kwh. Quest’ultimo parametro è quello più ostico da calcolare.
Cs = min [ 0,08 x 3.000 ; 0,07 x 8.000] + 0,06 x 3.000=
= min [ 240 ; 560 ] + 0,06 x 3.000=
= 240 + 180 = 420 euro.
Il contributo potrebbe essere intorno ai 420 euro.
Ricordiamo che il contributo non rimborsa le imposte pagate in bolletta, che sono circa il 34% della bolletta.
Il contributo, inoltre, non viene tassato come “reddito aggiuntivo” per l’utente. E’ più simile, infatti, ad un “contributo di rimborso” sulle bollette pagate: no IVA, dunque, nè Irpef.


Eccedenze
In questo esempio, infine, le immissioni totali di energia in rete (8.000 kwh)  sono maggiori dei prelievi (3.000 kwh), o meglio: il valore economico delle immissioni in rete è maggiore del valore economico dei prelievi fatti dalla rete.
Per questo motivo il titolare dell’impianto potrà beneficiare, oltre che del contributo in conto scambio, di un’eccedenza per tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella prelevata.
Qual è il valore economico di questa eccedenza?
Non è altro che la differenza tra il valore dell’energia immessa ed il valore dell’energia prelevata.
Nel nostro esempio sopra riportato l’eccedenza è pari a questa differenza:
Eccedenza = [ (0,07 x 8.000)  –  (0,08 x 3.000) ] € =
= 560 – 240 = 320 €

Se il titolare richiede la sua liquidazione monetaria, questa verrà sottoposta a tassazione (come “Altri redditi” Irpef, non serve partita Iva per i piccoli impianti). In caso contrario questi 320 euro verranno messi a credito nel contributo dello scambio sul posto dell’anno successivo.
 
Risparmio in bolletta più contributo ssp (Cs) più eccedenze

In definitiva, nel nostro esempio, il titolare dell’impianto fotovoltaico da 10 kw, installato in scambio sul posto, e con un autoconsumo del 30%, permette di risparmiare in bolletta circa 1.000 € l’anno (per l’autoconsumo da fotovoltaico) e di ricevere un introito di circa 740 €/anno(lordi) per il riconoscimento del contributo dello scambio sul posto e delle eccedenze di energia immessa in rete.
Il guadagno effettivo è per l’utente di circa 1.740 euro l’anno (lordi).

Lo scambio sul posto in 4 punti

- Se l’impianto produce energia:
in parte viene autoconsumata istantaneamente
in parte viene immessa in rete. Questa viene conteggiata
- Se l’impianto non produce energia:
l’utente preleva dalla rete l’energia di cui ha bisogno. Questa viene pagata in bolletta.
- Lo scambio sul posto rimborsa l’energia prelevata dalla rete e pagata in bolletta, nei limiti dell’energia immessa nella rete (per ulteriori dettagli, segui il link sotto: “cosa è il contributo in conto scambio dello scambio sul posto”)
- Se poi ci sono eccedenze (cioè se nell’anno solare l’energia immessa è maggiore dell’energia prelevata) l’utente può richiedere a fine anno la loro liquidazione in euro (per ulteriori dettagli, segui il link: “Come si calcola l’eccedenza dello scambio sul posto“).

Per tutti gli impianti fotovoltaici installati a partire dal 2015 il limite di dimensionamento per accedere al meccanismo dello scambio sul posto è di 500 kWp.